martedì 9 ottobre 2012

ALL'ASTA LA VILLA DI POMPEO MARIANI



ALL'ASTA LA VILLA DI POMPEO MARIANI 

A Bordighera Villa Mariani, la più ampia casa museo del mondo appartenente ad un pittore dell’800, sarà venduta. L’asta pubblica è fissata per il 30 novembre alle 9 partendo da una base di 16 milioni di euro, con aumento minimo di almeno 200 mila euro e una cauzione. Non è stato sanato il debito di 900 mila euro contratto con la banca Monte dei Paschi di Siena dall’attuale proprietario Carlo Bagnasco, la cui famiglia genovese da oltre 15 anni tenta di tutelare il museo, ma contro la quale sembrano remare tutti. 

(da Il Secolo XIX) 

lunedì 8 ottobre 2012

CLAUDIA FUSANI: MILLE MARIÙ - CASTELVECCHI 2012

CLAUDIA FUSANI 
MILLE MARIÙ 
Vita di Irene Brin 
Castelvecchi, 11/04/2012 

Irene Brin ha scoperto, inventato, rotto gli schemi (anche linguistici e narrativi) di una società, quella italiana del Ventennio fascista, in cui la donna doveva restare nel trittico predefinito di moglie-madre e regina. Snob forse. Coraggiosa senz’altro. Affascinante con le sue inquietudini. Commerciante, sognatrice, ogni parola scritta una fotografia. La maestra del giornalismo, non solo di costume. Centinaia di articoli mai veramente catalogati e sparsi in decine di riviste che sono il diario minimo e sconosciuto del Novecento italiano. La biografia di Irene Brin, nom de plume di Maria Vittoria Rossi che è stata anche Marlene, Mariú, Contessa Clara e decine di altri nomi e altrettanti personaggi, è un viaggio inedito e pieno di sorprese nel secolo scorso. La vediamo in Liguria ragazzina, figlia di un generale e di una viennese ebrea che le insegna cinque lingue, la sottrae dalla scuola fascista e non la ferma quando mette piede nella redazione tutta piombo e uomini de «Il Lavoro». Poi Roma, il matrimonio con Gaspero, la vita quotidiana con Leo Longanesi e il dietro le quinte della redazione di «Omnibus». Irene inviata di guerra al seguito del marito. Una vita, mille vite: il dopoguerra, la povertà, la scoperta della moda e del made in Italy. Le avanguardie artistiche che giungono da tutta Europa e dal nuovo mondo alla galleria L’Obelisco di via Sistina. Il cinema e il rapporto con Audrey Hepburn e Gregory Peck nelle pause di Vacanze romane. 

Irene Brin, all'anagrafe Maria Vittoria Rossi (Roma, 1912 – Bordighera, 31 maggio 1969), è stata una giornalista e scrittrice italiana. 
Fu giornalista di costume e scrittrice, viaggiatrice, mercante d'arte e donna di grandissima cultura e stile. 
Nel 1934, a ventitré anni non ancora compiuti, Maria Rossi esordì sulle colonne del quotidiano Il Lavoro di Genova, chiamatavi per iniziativa di Giovanni Ansaldo (che nel 1937 la segnalò a Leo Longanesi quale notista di costume per il nuovo settimanale Omnibus), con lo pseudonimo Mariù, successivamente mutato in Oriane in omaggio al personaggio creato da Marcel Proust 
Già fidanzata con un caro amico di Montanelli, il genovese Carlo Roddolo, fu in questo periodo che, in occasione di un ballo all'hotel Excelsior di Roma, conobbe Gaspero del Corso, un giovane ufficiale con il quale scoprì di condividere l'intensa passione per la Recherche, per l'arte in genere e i viaggi. Fu un amore improvviso tanto che i due si sposarono dopo pochissimi incontri. 
Fu nel 1937 che Maria Vittoria Rossi divenne Irene Brin: lo pseudonimo le fu attribuito da Leo Longanesi, che invitò la giornalista a collaborare al rotocalco settimanale Omnibus, sul quale compariva -novità per l'epoca- una rubrica di cronache mondane scritte con malizia e raffinatezza, lontane dallo stile agiografico dell'epoca (sui rapporti con Longanesi, Irene scriverà, in morte dell'amico, un eccellente articolo, sul "Borghese" del 27 settembre 1957: "Un nome inventato"). Fu un'attività che Irene Brin svolse contemporaneamente ai suoi frequenti viaggi con il marito: viaggi che portarono la coppia a intrecciare rapporti con la migliore società cosmopolita. 
Nel 1943 i due coniugi tornarono a Roma. Formalmente dopo l'armistizio Gaspero del Corso era un disertore e quindi si nascose in casa, insieme a una quarantina di altri ufficiali e soldati sbandati per evitare i rastrellamenti tedeschi. In tale periodo le uniche entrate erano costituite dai compensi per le traduzioni di Irene, peraltro sempre più scarse via via che Irene smetteva di lavorare per gli editori che collaboravano con gli occupanti. Fu così che Brin iniziò a vendere i propri regali di nozze: a partire da una borsa di coccodrillo, per poi proseguire con stampe e disegni, e non da poco, dato che parliamo di artisti quali Picasso, Matisse, Morandi... 
Poco dopo Irene Brin trovò una sistemazione come commessa nella libreria d'arte La Margherita, coadiuvata dal marito che sotto la falsa identità di Ottorino Maggiore le procacciava libri, disegni e clienti. 
Durante l'attività presso La Margherita si presentò a Irene un allora sconosciuto artista, Renzo Vespignani, con un nutrito portafoglio di disegni. Irene e Gaspero comprarono in proprio i lavori e li rivendettero in brevissimo tempo, confermando così la propria vocazione di mercanti; fu questo il loro primo acquisto e anche la prima vendita per Vespignani. 
Nel 1946 la coppia affittò un locale in Via Sistina, nel quale nacque la "Galleria l'Obelisco di Gaspero e Maria del Corso", che in breve tempo assunse un'importanza primaria nel panorama culturale della capitale. 
L'attività di gallerista non impedì a Irene di continuare a coltivare con passione l'arte di una scrittura colta e raffinata. 
Nell'immediato dopoguerra infatti Irene Brin iniziò una lunga collaborazione con La Settimana Incom illustrata di Luigi Barzini Junior, la versione a rotocalco del più famoso cinegiornale del dopoguerra. Su quelle pagine Irene, con la scusa di dispensare alle lettrici consigli di stile, portamento, vita sociale, moda e così via, produceva dei minuscoli pezzi letterari ricchi di ironia e citazioni sotterranee per un pubblico colto e raffinato[non chiaro]. I suoi articoli erano firmati con lo pseudonimo di Contessa Clara Ràdjanny von Skèwitch, personaggio che Irene impersonava fingendo d'essere un'anziana, aristocratica esule da un non meglio precisato paese d'oltrecortina, citando qua e là episodi riguardanti propri incontri con altezze reali, scrittori celeberrimi. così, alla voce sonno raccontava di una conversazione sull'insonnia tra Bergson e Proust; mentre alla voce taxi richiamava un incontro con un amico d'infanzia, esule a Parigi, che sbarcava il lunario con tale mestiere. Il personaggio della Contessa Clara ispirò ad Alberto Sordi la parodia radiofonica del Conte Claro. 
Irene peraltro personificava alla perfezione quell'ideale di stile di cui scriveva: basti pensare che nel 1950, passeggiando per Park Avenue con il marito, fu fermata da una signora che le chiese dove mai avesse potuto comprare un vestito così di classe (si trattava di una creazione di Fabiani). Fu così che Irene fece la conoscenza con Diana Vreeland, la miticacaporedattrice di Harper’s Bazaar’s, della quale Irene fu la prima italiana a collaborare, portando sulle pagine newyorchesi le prime avvisaglie del made in Italy, in un'epoca in cui il mondo della moda parlava soltanto francese. 
Nella loro frenetica attività a Roma ed in giro per il mondo, Irene e Gaspero ospitarono all'Obelisco dozzine di artisti famosissimi o emergenti (fra cui De Chirico, Balla, Afro, Capogrossi, Fontana, Burri e fra gli stranieri Matta, Magritte, Gorkij, Chagall, Kandinskij, Moore, Calder, Dalì, Bacon, Rauschenberg, Picasso, Lam, Steinberg e Dubuffet) e allo stesso modo portarono l'arte italiana nelle principali piazze nord- e sud-americane ed europee. 
Quando seppe di essere stata colpita da una malattia inguaribile, Irene reagì continuando la propria attività di lavoro e di viaggio esattamente come prima; nella primavera del 1969 infatti i due coniugi si recarono come di consueto a Strasburgo per visitare le esposizioni d'arte locali. Sulla strada del ritorno, non essendo in grado di proseguire il viaggio fino a Roma, Irene decise di fermarsi nella casa d'origine dove mori' il 31 maggio. 

(fonte: WIKIPEDIA) 


PROGETTO PER LA FUNIVIA FOTOVOLTAICA DI SAN ROMOLO



PROGETTO PER LA FUNIVIA FOTOVOLTAICA DI SAN ROMOLO 

Ieri mattina a San Romolo, presso il ristorante Dall'Ava, si è tenuto l'incontro del 'Coordinamento di associazioni per Sanremo' per presentare la proposta della funivia fotovoltaica che potrebbe collegare Sanremo a Perinaldo, con una fermata intermedia a San Romolo, per l'appunto. 
In questa occasione, Mino Casabianca, presidente della 'Famija Sanremasca', e l'ingegner Francesco Pizzio, hanno illustrato il possibile progetto dell'opera, che sarebbe la prima al mondo nel suo genere: “Con un investimento di circa 3,5 milioni di euro si potrebbe installare sul Carparo una centrale fotovoltaica, che potrebbe produrre energia per la funivia e vendere la restante in eccesso all'Enel. Per quanto riguarda la funivia, invece, sono necessari non più di 18 milioni di euro, e l'Unione Europea potrebbe coprire questa spesa con dei co-finanziamenti, proprio per la natura di quest'opera, che essendo la prima al mondo, godrebbe addirittura del brevetto”. 
La condicio sine qua non per ottenere questi finanziamenti è quella di essere associati con uno o più partner europei, e anche in questa direzione i promotori della funivia si sono mossi, incontrando l'ambasciatore francese a Roma, Alain Le Roy, che si è detto disponibile ad aiutare lo sviluppo di questo progetto, potendolo inserire nel contesto di 'Alpmed', l’Euroregione formata da Corsica, Liguria, Piemonte, Provence-Alpes-Côte d’Azur, Rhône-Alpes, Sardegna e Valle d’Aosta, nata per offrire nuove opportunità di sviluppo e promuovere una realtà economica che supera le frontiere. 
“Quello che è essenziale – continua l'ingegnere – è stringersi in un consorzio e individuare un 'Project Leader', una persona giuridica per iniziare lo sviluppo del progetto. In un momento difficile come questo è essenziale investire nell'innovazione per tornare competitivi, e inoltre con la centrale fotovoltaica e la pubblicità sulle cabine della funivia le spese possono essere ammortizzate non poco: certo, è necessario migliorare e valorizzare il territorio, bisogna fare in modo che la gente abbia dei motivi per venire a San Romolo e a Perinaldo, la funivia da sola non basta: c'è bisogno di investimenti e di lungimiranza. Nel 2010 ho inviato al comune di Sanremo e a quello di Perinaldo un protocollo di intenti in cui chiedevo di esprimere opinioni sul progetto, ma ad oggi non ho ancora ottenuto risposta”. 

sabato 6 ottobre 2012

FESTIVAL GROCK 2012 - IMPERIA 6-13/10/2012



FESTIVAL GROCK 2012
Teatro Cavour
via Felice Cascione - Imperia
dal 6 al 13 ottobre 2012

Il Festival Grock Citta’ di Imperia 2012 arriva ad Imperia dal 6 al 13 ottobre 2012. La città si fa ancora teatro per celebrare ed accogliere l’arte dell’indimenticabile clown Grock, al secolo Adrien Wettach, nato in Svizzera e trasferitosi ad Imperia negli ultimi anni della sua vita dove progettò e costruì la sua meravigliosa Villa Bianca diventata poi famosa come “Villa Grock”.
Il Festival Grock, giunto all’ottava edizione è affidato alla direzione artistica di Sergio Maifredi, direttore di Teatri Possibili Liguria e di TeARTo, organizzato dal Comune di Imperia, sostenuto dal contributo della Regione Liguria Assessorato alla Cultura, quest’anno con collaborazione tecnica della F.lli Carli di Imperia.

“Il clown fin dalla sua origine arcaica è “l’altra faccia”, il punto di vista inaspettato, il ribaltamento, l’opposto. Sa essere bianco quando il resto è nero. Sa essere guerra se attorno è pace e pace se intorno è guerra. Per sua natura è il segno contrario: è luce là dove è buio ed è notte là dove è giorno. Il clown è la sorpresa” dichiara Sergio Maifredi e continua “L’ottava edizione del Festival Grock – Città di Imperia 2012 questo vuol essere: una sorpresa, un momento di festa in un periodo non semplice per il nostro Paese. Ma in fin dei conti il Clown è anche l’interprete del tempo di crisi. Pensiamo a Charlie Chaplin e alla grande crisi americana del 1929.
Il Festival Grock, nato otto anni fa per valorizzare il binomio Grock e Città di Imperia, consolidato nel tempo, ottenendo apprezzamenti a livello nazionale, è un patrimonio del Ponente Ligure, (continua Sergio Maifredi), e grazie agli sforzi di Teatri Possibili Liguria, di TeARTo e delle Istituzioni, ha attratto risorse economiche sul territorio, in primis quelle della Regione Liguria. Oggi è più che mai vivo, pronto ad accogliere il suo pubblico affezionato, a sorprenderlo a farlo sorridere e ridere. Brindiamo quindi al Festival Grock 2012, nonostante tutto”.

L’ottava edizione del Festival Grock si apre con il Premio Grock – Città di Imperia 2012: Sabato 6 ottobre, alle ore 21, al Teatro Cavour è in programma la serata evento durante la quale verrà consegnato il Premio a GLAUCO MAURI e ROBERTO STURNO, attori protagonisti del teatro italiano, fondatori della Compagnia Mauri-Sturno, per l’interpretazione dello spettacolo “Quello che prende gli schiaffi “di Leonid Nikolaevi Andreev nella libera versione di Glauco Mauri.
Il premio è stato assegnato negli anni passati a Paolo Villaggio nel 2011, Antonio Albanese (2010), Paolo Rossi (2009), Gianni "Fumagalli" Huesca e Andrey Jiigalov (2008), David Larible(2007), Aurelia Thierrée e Leo Bassi (2006), Arturo Brachetti (2005). Simbolo ne è la riproduzione della formella raffigurante Grock, posta sulla torre della sua famosa Villa. 

Durante il Festival all’Ospedale Pediatrico di Imperia ritornano le “Incursioni di gioia” a cura di “Sorrisi in pillole”:come già nelle edizioni precedenti un colorato gruppo di clown sarà artefice di improbabili e festose incursioni dedicate ai piccoli pazienti della struttura.

Da non perdere lo spettacolo clou del Festival in programma Sabato 13 ottobre, alle ore 21.00 al Teatro Cavour (ingresso libero fino ad esaurimento posti):
“Il Varietà delle Meraviglie” Grock Night Show è il titolo dello spettacolo dedicato a Grock per l’edizione 2012 del Festival. Lo spettacolo si propone come un’’esplosione di fantasia, comicità, magia: in scena uno dopo l’altro 6 artisti sorprendenti che trasporteranno il pubblico in un'atmosfera da sogno per rendere omaggio a Grock. Una grande festa all’insegna del divertimento, dello stupore e della meraviglia.
In scena si alterneranno Tino Fimiani – magia e comicità, Andrea Farnetani – comedy juggling, Marco Zoppi – bubble art, Monica Rois – danza aerea, Moon – contact juggling, Novas magia e tango.
“Il Varietà delle Meraviglie – Grock Night Show” e’ uno spettacolo con un cast di artisti sorprendenti che con i loro numeri unici e originali trasporteranno il pubblico in un'atmosfera da sogno per rendere omaggio al grande clown Grock. Fantasia, comicità, magia, una data unica al Teatro Cavour di Imperia per una serata all’insegna del divertimento, dello stupore e della meraviglia. Il Varietà delle Meraviglie, “un teatro della fantasia pieno di grazia e magia”, è uno spettacolo che porta in scena i numeri più emozionanti di alcuni tra i migliori artisti italiani provenienti da diverse discipline: illusionismo, clown, giocoleria, mimo, danza aerea, teatro di figura e che riserva per ogni occasione molte incredibili sorprese. 

venerdì 5 ottobre 2012

TERRA E TERRITORIO - ORTINSIEME, VENTIMIGLIA 6/10/2012



TERRA E TERRITORIO
Difesa della terra fertile e stop alla cementificazione
Ortinsieme
via dei Gerani 5, San Secondo - Ventimiglia
sabato 6 ottobre 2012, ore 16,30 

"Terra e territorio - difesa della Terra fertile e stop alla cementificazione del Territorio" è il titolo di un incontro dibattito, in programma sabato 6 ottobre, alle 16.30, a San Secondo (via dei Gerani, civico 6). Interverranno: Marco Preve, scrittore, giornalista di Repubblica, autore di numerose inchieste-denunce sulla cementificazione del territorio in Liguria, sulla proliferazione di porti turistici anche nella nostra provincia, sulle speculazioni edilizie e gli intrecci e le collusioni con la politica affaristica; Nadia Repetto, Slow Food-referente regionale per l'Ambiente, che porrà in evidenza i rapporti tra agricoltura, pesca e paesaggio. Parteciperà Francesco Guglielmi: agronomo e sindaco di Perinaldo. 
L'incontro si terrà, anche simbolicamente, nello spazio dedicato agli incontri dell'Associazione Ortinsieme,- via priv. dei Gerani 6, San Secondo, - in una delle serre recuperate, con un lavoro collettivo, su terreni rimasti per molto tempo incolti. Organizzano: Associazione Ortinsieme, Circolo Arci P. P. Pasolini, Associazione culturale XXV Aprile, in collaborazione con il Forum italiano dei Movimenti per la Terra e il Paesaggio - Comitato di Sanremo. 

giovedì 4 ottobre 2012

NINO LAMBOGLIA: DA ALBENGA ALLA RICERCA STORICA GLOBALE - PALAZZO PELOSO CEPOLLA, ALBENGA 5-6/10/2012



NINO LAMBOGLIA 
DA ALBENGA ALLA RICERCA STORICA GLOBALE
a cura dell’Istituto Internazionale di Studi Liguri – Sezione Ingauna
Palazzo Peloso Cepolla
piazza San Michele 12 - Albenga
5-6 ottobre 2012 

Albenga celebra la memoria di Nino Lamboglia. In occasione del centesimo anniversario della sua nascita, l’archeologo e fondatore dell’Istituto Internazionale di Studi Liguri, nato ad Aurigo il 7 agosto 1912 e scomparso a Genova il 10 gennaio 1977, sarà il protagonista di un convegno che vedrà la partecipazione di alcune delle più illustri e autorevoli voci in materia di storia, archeologia, cultura. “Nino Lamboglia – Da Albenga alla ricerca storica globale”, il nome dell’evento, previsto per il 5-6 Ottobre a Palazzo Peloso Cepolla, a cura dell’Istituto Internazionale di Studi Liguri – Sezione Ingauna, con la collaborazione e il patrocinio di Fondazione Gian Maria Oddi, Comune di Albenga, Provincia di Savona, Regione Liguria. 
L’iniziativa prenderà il via oggi alle ore 9.00 a Palazzo Peloso Cepolla, nel Centro Storico di Albenga, con i saluti di apertura di Cosimo Costa, Presidente dell’Istituto Internazionale di Studi Liguri, Rosalia Guarnieri, Sindaco di Albenga, Mons. Mario Oliveri, Vescovo di Albenga-Imperia, Angelo Berlangieri, Assessore alla Cultura della Regione Liguria, Maurizio Galletti, Direttore Generale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Liguria, Bruno Massabò, Soprintendente per i Beni Archeologici della Liguria, Luisa Papotti, Soprintendente per i Beni Architettonici e Paesaggistici della Liguria, Andrea Muzzi, Soprintendente per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici della Liguria, Francesca Imperiale, Soprintendente Archivistico per la Liguria. 
Alle ore 10.00, l’inaugurazione dell’epigrafe in ricordo di Nino Lamboglia, mentre alle ore 10.30 il convegno entrerà nel vivo, con diversi interventi: “Lamboglia ad Albenga 1932-37″ di Cosimo Costa, dell’Istituto Internazionali di Studi Liguri; “Lamboglia e la sua città natale” di Gabriella Stabile Re, dell’Istituto Internazionale di Studi Liguri; “Nino Lamboglia e la salvaguardia del patrimonio artistico del Ponente ligure negli anni del secondo conflitto mondiale” di Franco Boggero e Chiara Masi, della Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici della Liguria; “Les premiers peuplements de la Cote d’Azur et de la Ligurie. 1 million d’années sur les rivages de la Méditerranée”, di Henry de Lumley, dell’Institut de Paléontologie Humaine (Parigi), ADEVREPAM. 
Dopo una pausa, alle ore 14.30, presieduti da Henry de Lumley, altri interventi: “Lo scavo preistorico del 1968-1971 ai Balzi Rossi: cronistoria del rapporto dialettico sulla preistoria ligure fra un ricercatore e Nino Lamboglia” di Giuseppe Vicino, dell’Istituto Internazionale di Studi Liguri; “Nino Lamboglia e la preistoria ligure” di Suzanne Simone, del Museo di antropologia preistorica di Monaco; “L’attività di Nino Lamboglia a Chiavari: le odierne prospettive, a quasi cinquant’anni dalla fine dello scavo della necropoli, tra ricerca e valorizzazione”, di Nadia Campana, della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Liguria. 
In seguito alla discussione, presieduti da Bruno Massabò: “Nino Lamboglia e la nascita dell’archeologia sottomarina italiana” e “Nino Lamboglia e la Scuola di Specializzazione per lo studio e il restauro dei monumenti dell’Università di Roma” di Francisca Pallarès, dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”; “Nino Lamboglia e la ricerca archeologica ad Albenga” di Bruno Massabò, della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Liguria; “Nino Lamboglia i l’arqueologia catalana” di Isabel Rodà de Llanza, dell’Institut Català d’Arqueologia Clàssica; “Lamboglia e il ‘metodo’” di Daniela Gandolfi, dell’Istituto Internazionale di Studi Liguri; “Nino Lamboglia e l’archeologia piemontese: dalle ipotesi di lavoro ai risultati di scavi recenti” di Egle Micheletto, della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Piemonte e del Museo Antichità Egizie; “Esperienza tecnica e concezione storicistica nell’applicazione del metodo stratigrafico di Nino Lamboglia: l’esempio di Augusta Praetoria (Aosta)” di Rosanna Mollo Mezzena, dell’Istituto Internazionale di Studi Liguri. 
Sabato 6 Ottobre, il secondo giorno di convegno, presieduto prima da Gabriella Airaldi: “L’epigrafia ‘globale’ di nino Lamboglia: dallo scavo alla contestualizzazione storica e territoriale” di Viviana Pettirossi, dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”; “Nino Lamboglia e l’archeologia cristiana in Liguria” di Alessandra Frondoni, dell’Istituto Internazionale di Studi Liguri e dell’Università degli Studi di Genova; “Castellino Tanaro e Mombasiglio: dagli studi di Nino Lamboglia conferme e nuove prospettive” di Giovanni Coccoluto, della Società per gli Studi Storici, Archeologici ed Artistici della provincia di Cuneo e dell’Istituto Internazionale di Studi Liguri; “L’archeologia savonese di Nino Lamboglia per la conoscenza delle tipologie ceramiche medievali e post-medievali” di Rita Lavagna, dell’Istituto Internazionale di Studi Liguri; “Nino Lamboglia e l’archeologia urbana: il caso di Savona” di Carlo Varaldo, dell’Istituto Internazionale di Studi Liguri e dell’Università degli Studi di Genova. 
Dopo la discussione, presieduti da Carlo Varaldo: “Archeologia e restauri: Nino Lamboglia e la stratigrafia del costruito” di Maria Celeste Paoli Maineri, dell’Istituto Internazionale di Studi Liguri; “L’archeologia dell’architettura, dalle esperienze di Nino Lamboglia alle attuali linee di tendenza”, di Stefano Roascio, della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici della Liguria; “I monumenti della Maona di Chio nei secoli XV-XVI, in ricordo dell’istituzione della Collana dell’Oltremare Ligure di Nino Lamboglia e Geo Pistarino: nuove prospettive di ricerca” di Fabrizio La Corte, dell’Istituto Internazionale di Studi Liguri; “L’opera di Nino Lamboglia a tutela degli edifici di culto storico-artistici” di Mons. Fiorenzo Gerini, dell’Ufficio beni Culturali – Diocesi di Albenga-Imperia, Istituto Internazionale di Studi Liguri; “Cronache di restauri e di antirestauri” di Luciano Livio Calzamiglia, dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose, Diocesi di Albenga-Imperia; “Nino Lamboglia: precursore del turismo culturale alla Porta Occidentale d’Italia”, di Maria Teresa Verda Scajola, dell’Istituto Internazionale di Studi Liguri. 
Dopo la discussione, alle 14.30 si riprenderà, presieduti da Francesca Imperiale: “1933, la Commissione per gli archivi: un progetto realizzato” di Josepha Costa Restagno, dell’Istituto Internazionale di Studi Liguri; “Nino Lamboglia storico” di Gabriella Airaldi, dell’Università degli Studi di Genova; “Nino Lamboglia e la geografia” di Massimo Quaini, dell’Università degli Studi di Genova; “Il professore tra attualità e quotidianità” di Domenico Gaia, dell’Istituto Internazionale di Studi Liguri; “I giovani e Lamboglia: la mia esperienza diretta” di Gerry Delfino, della Fondazione Gian Maria Oddi e del Giardino Letterario Delfino. 
Terminato il convegno, alle ore 17.30, nel vicino Palazzo Oddo, l’inaugurazione della Mostra filatelica su Nino Lamboglia con annullo postale, a cura del Circolo Filatelico Numismatico. Il giorno successivo, Domenica 7 Ottobre alle ore 10.30, la Santa Messa in ricordo di Nino Lamboglia nella Cattedrale di San Michele Arcangelo. 

mercoledì 3 ottobre 2012

SPECIALE PESCATORI A LAIGUEGLIA



SPECIALE PESCATORI A LAIGUEGLIA
a cura di Vittorio Corrado
via Dante 138 - Laigueglia
dal 4 al 7 ottobre 2012

martedì 2 ottobre 2012

JOCK STURGES - ESPACE SOARDI, NICE



JOCK STURGES
Commissariat : Amedeo M.Turello
Espace Soardi
9, Avenue Désambrois - Nice
du 29 septembre au 27 octobre 2012 

L’œuvre de Sturges est centrée autour de deux éléments fondamentaux : la nudité et l’adolescence. C’est avec une rare sensibilité et la maîtrise d’une technique époustouflante qu’il parvient à faire jaillir de ces jeunes modèles leur sexualité naissante tout en évitant le voyeurisme et la perversité qu’on lui attribuera par erreur. En effet, en 1990 le FBI jugeant le travail de Sturges comme une atteinte à la pudeur accuse l’artiste de pornographie infantile et saisit son atelier de San Francisco. La Justice classera le dossier sans suite après plus d’un an d’investigations. Puis dans le milieu des années 90 une association puritaine américaine bloque la distribution de ses livres. Malgré tout Sturges recevra le plus grand soutien du monde artistique et de nombreux citoyens américains dans ces moments houleux de sa carrière. 

La nudité chez Sturges révèle une authenticité originelle en faisant réellement tomber les masques, contrairement à certaines œuvres où elle n’est que rajoutée en vue d’un effet de mise en scène. Ici le naturel prévaut sur le fabriqué : pas de maquillage ni de comédie. Ses cinq livres : The Last Day of Summer (1991), Radiant Idantities (1994), Evolutions of Grace (1994), Jock Sturges (1996) et Jock Sturges : New York 1996-2000 (2000) ont été de grands succès car ils sont tous empreints d’une sincérité poignante. 

Jock Sturges est né à New York en 1947. Diplômé d’Études Secondaires en 1966, il s’engage dans la US Navy pour quatre ans. Basé au Japon, il travaille au Chiffre en tant qu’agent spécialisé dans les transmissions Russes. En 1970, il part étudier au Malboro College (sud du Vermont) où il collabore avec deux psychologues et le photographe Richard Benson sur une discipline hybride mêlant psychologie sensorielle et photographie. Sturges passe un Master Degree (MFA) au San Francisco Art Institute en 1985 et résidera dans cette ville pendant vingt et un ans.
Jock Sturges gagne sa vie l’été en photographiant les yachts et les enfants «de bonne famille» à Newport, Rhode Island. Il travaille pendant un an pour Richard Benson en tant qu’imprimeur et imprimera quelques travaux de Atget, Paul Strand, Gary Winogrand et Lisette Model en autres... C’est en 1972 qu’il commence à perfectionner son art à la chambre et découvre les techniques artistiques qui deviendront l’œuvre de sa vie. 
Aujourd’hui Sturges effectue la majeure partie de ses productions en France (Montalivet). Récemment entré dans le monde de la mode, il reste néanmoins fidèle aux techniques du fine art qui lui sont propres; une expérience qu’il considère comme «engageante». Ce travail aboutit à des parutions dans l’Uomo Vogue, Japan Vogue, Rebel, POP, Arena Homme Plus,... 

lunedì 1 ottobre 2012

OTTOBRE ... DE ANDRE' - ALBENGA



OTTOBRE ... DE ANDRÉ 2012
Albenga
dal 4 al 27 ottobre 2012 

Presentato ufficialmente “Ottobre…De Andrè”, la manifestazione dedicata a Pepi Morgia, il celebre ligth designer dei grandi artisti scomparso lo scorso anno, organizzata dai Fieui di Caruggi. Il programma è molto vario ed articolato con eventi distribuiti lungo l’arco di tutto il mese, sempre gratuiti e aperti a tutti. L’evento è patrocinato anche da Provincia Provincia, Pro loco e Fondazione De André. 
Non mancheranno personaggi come Dori Ghezzi, Antonio Ricci, Danila Satragno, Patrizia Tenco, Armando Corsi e don Gallo. Proprio per il prete degli “ultimi” e per la sua comunità di San Benedetto di Genova, giovedì prossimo sarà avviata una raccolta fondi attraverso la vendita delle opere di vari autori, presso palazzo Oddo. 
Si comincia giovedì 4 ottobre alle ore 16:00 con l’apertura nelle sale a piano terra di palazzo Oddo di una mostra collettiva di opere donate da vari artisti a favore della Comunità di San Benedetto al Porto di Don Gallo. Gli eventi successivi sono caratterizzati da versi tratti dalle canzoni di De Andrè. 

Ecco il programma: 
- sabato 6 ottobre “Anche se voi vi credete assolti, siete lo stesso coinvolti” (Canzone del maggio) e presso il Museo della Civiltà dell’olivo, ore 17,00, la presentazione del libro “Omicidio di stato” di Nicola De Palo, a cura di Sandra Berriolo e Gino Rapa. A seguire videomusiche di Ilaria Pintossi e Luca Mazzara ed il ricordo di due giornalisti, Graziella De Palo e Italo Toni misteriosamente scomparsi in Medio Oriente. Al termine delizie liguri del Frantoio Sommariva. 
- sabato 13 ottobre “E la gente lo sa che sai suonare, suonare ti tocca per tutta la vita e ti piace lasciarti ascoltare” (Il suonatore Jones) : alle ore 21 al Teatro Ambra Franco Fasano in concerto: Fortissimissimo, le canzoni di una vita, con Mauro Vero, Danila Satragno e tanti amici musicisti. Sarà la prima tappa del tour italiano di Franco Fasano per la presentazione del suo ultimo cd dedicata ad Albenga sua città natale. 
- sabato 20 ottobre “Umbre de muri muri de mainè” (Creuza de mà) – Auditorium San Carlo, alle ore 17,00, reading musicale dedicato al libro “Controsole” di Molteni e Amodio. Elena Buttiero (pianoforte), Eliana Zunino (voce), Ferdinando Molteni (chitarra, narrazione). Partecipazione di Alfonso Amodio. Al termine caldarroste e vino dei fieui di caruggi. 
- sabato 27 ottobre “Dai diamanti non nasce niente dal letame nascono i fior” (Via del campo) – Teatro Ambra, alle ore 18,00, con Don Gallo, Dori Ghezzi, Antonio Ricci, Patrizia Tenco, Danila Satragno ed Emiliano Morgia. Voce di Roberta Alloisio e Armando Corsi. 

SHAKESPEARE IN TOWN - SAVONA



SHAKESPEARE IN TOWN
TUTTO È BENE QUEL CHE FINISCE BENE
direttore artistico Marco Ghelardi
VIII edizione
Sedi diverse - Savona
29 settembre - 28 ottobre 2012 

E' organizzato dalla Compagnia Teatrale Salamander, promosso e realizzato col contributo della Regione Liguria - Assessorato allo spettacolo, Comune di Savona - Assessorato alla Cultura, Fondazione A. De Mari. Iniziativa realizzata col contributo della Camera di Commercio di Savona. In collaborazione con Dipartimento di Filologia, Letteratura e Linguistica - Università di Pisa, Dipartimento di Lingue e Letterature Straniere - Università degli Studi Milano - IASEMS Italian Association of Shakespearean and Early Modern Studies 
Sabato 29 Settembre prenderà il via la VIII edizione di "Shakespeare in Town!" il Festival più originale creato in Italia dedicato a Shakesperare. La VIII edizione sarà dedicata a "Tutto è bene quel che finisce bene", una commedia dai toni chiaroscurali che il drammaturgo inglese scrisse intorno al 1604, lo stesso anno dell' "Otello". 
Quest'anno il Festival presenterà un ricco programma di eventi anche internazionali quali il prestigioso workshop con il maestro Jean Paul Denizon e il musical "Shake it up!" della London College of Music - The University of West London. 
Come ogni anno "Shakespeare in Town!" propone una rosa di eventi legata al tema dell'opera dell'edizione; si potrà assistere a spettacoli teatrali, laboratori per bambini, conferenze con noti autori del panorama nazionale, stage di formazione e per la prima volta Salamander porterà a Savona un evento di storytelling con l'attrice romana Paola Balbi. 
L'obiettivo degli organizzatori è rendere per un mese la città di Savona un laboratorio culturale dedicato al lavoro ed allo studio del più celebre drammaturgo di tutti i tempi, William Shakespeare. Il Festival collabora inoltre con il Dipartimento di Filologia, Letteratura e Linguistica dell'Università di Pisa, con il Dipartimento di Lingue e Letterature Straniere dell'Università degli Studi di Milano e con lo IASEMS. 
Il Festival quest'anno presenterà per l'occasione la nuova traduzione dagli originali Primo e Secondo Quarto e dall'in-Folio della commedia pubblicata a Londra nel 1623. 
Ad Ottobre, tra i vari eventi e dopo il successo dello scorso anno, verrà ripresentato il progetto di Bookcrossing: copie dell'Opera verranno distribuite per la città, bar, negozi e luoghi pubblici. Chiunque trovasse un libro con all'interno il marchio "Shakespeare in Town!" può prenderlo, portarselo a casa e leggerlo: l'importante è che una volta letto il libro sia poi lasciato a disposizione in un altro luogo pubblico! 

domenica 30 settembre 2012

ERIKA DELLACASA: I COSTA - AUDITORIUM SAN CARLO, ALBENGA 30/9/2012

ERIKA DELLACASA
I COSTA
presentazione del volume edito da Marsilio (2012)
Auditorium San Carlo
via Roma - Albenga
domenica 30 settembre 2012, ore 20,30 

«Cari figli, voi avete il dovere di conservare pura la vostra anima, ma avete anche il dovere di conservare integro il Vostro avere materiale», questa è la raccomandazione che Federico Costa lascia nel suo testamento morale alle generazioni che verranno. Federico è uno dei firmatari insieme al padre Giacomo e ai fratelli, dell'atto notarile che fonda nel 1910 la Ditta Costa, in attività commerciale da metà Ottocento. Responsabilità imprenditoriale e fede cattolica sono i due cardini su cui la famiglia Costa costruisce un impero industriale che dal commercio e produzione dell'olio si allarga al tessile, al settore immobiliare, meccanico e all'armamento fino alla nascita di Costa Crociere. Angelo Costa, primo presidente di Confindustria dopo la Seconda guerra mondiale, è stata la personalità più forte e eminente espressa dalla famiglia, ma questo libro racconta le vicende, imprenditoriali e umane, delle diverse generazioni, i valori, le battaglie, le sconfitte e le conquiste. Con i Costa, con il loro understatement e perfino con la quasi leggendaria parsimonia, si è identificata una città, Genova. I Costa rappresentano un caso di capitalismo famigliare dalle caratteristiche uniche con la loro determinazione a preservare insieme all'originaria forma societaria a responsabilità illimitata, che coinvolgeva direttamente nelle sorti della Ditta tutti i componenti della famiglia, i dettami morali dei testamenti degli anziani e anche uno stile di vita comune. È una storia che si dipana dagli scagni del porto ai grattacieli, dai piccoli paesi della Puglia all'Argentina, dai filatoi dell'entroterra ligure alle eccellenze delle sete comasche e all'alta moda parigina, da un piccolo battello per trasportare olio ai "grattacieli del mare", le immense navi da crociera. Ma è anche la storia di come i Costa, uomini e donne, hanno affrontato gli anni durissimi della crisi cercando di trovare soluzioni senza perdere l'identità. 

Erika Dellacasa ha iniziato giovanissima la carriera giornalistica come cronista nel quotidiano «Il Lavoro di Genova» nel 1973. Dopo un'esperienza al «Globo» di Michele Tito è entrata nella redazione del «Secolo xix», il più importante quotidiano genovese, dove ha ricoperto gli incarichi di inviato speciale, capocronista durante il G8 del 2001, infine vicedirettore fino al 2005. Da quell'anno collabora con il «Corriere della Sera». Ha vinto il premio giornalistico Saint Vincent conferito dalla Presidenza della Repubblica. È laureata in Storia navale. 

sabato 29 settembre 2012

L'ARTE DI NERONE CECCARELLI ALL'ARISTON - SANREMO



UNO SCULTORE A TEATRO
L'ARTE DI NERONE CECCARELLI ALL'ARISTON
Ariston Roof
corso Giacomo Matteotti - Sanremo
dal 15 al 29 Settembre 2012 

Nerone Ceccarelli (Pisa 1937 – Parigi 1996) esordisce giovanissimo, nel 1951, a soli quattordici anni, esponendo i suoi primi lavori in una collettiva tenutasi a Treviso nel Salone dei Trecento. L'anno successivo presenta alcune sue opere alla Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia e, lo stesso anno, Dedalo Montali gli organizza la prima mostra personale, presso la Galleria Ai Galli di Pisa. L'esposizione venne terminata prima del previsto in quanto il giovane Nerone, in contrasto con la critica che lo associava a Georges Rouault e James Ensor, distrusse quarantasette delle cinquanta tele esposte. Delle rimanenti, una venne acquistata da Pier Maria Rosso di San Secondo, drammaturgo e giornalista italiano. 
Nel 1953 realizza le illustrazioni per "S'i' fossi foco" di Cecco Angiolieri e per "A las cinco de la tarde" di Garcia Lorca. 
Dal 1954 vive tra Venezia e Firenze, dove i suoi studi si concentrano prevalentemente su alcuni artisti toscani tra cui Masaccio, Donatello, Paolo Uccello, Giovanni Pisano. Nel frattempo frequenta il corso di scultura dell'Accademia di Firenze e, in seguito al trasferimento della famiglia, in quella di Venezia, dove conoscerà l'amico Giovanni Patuzzi, con cui creerà il Gruppo NP2.[3] Ed è a Venezia che Nerone incontra anche l'architetto e designer Carlo Scarpa, il quale lo influenzerà profondamente nella ricerca dei dettagli e negli equilibri compositivi. In questi anni la sua formazione è continuamente segnata da studi sulla tradizione costruttivista e concretista, da spostamenti in varie città e da esperimenti espressivi. Tra questi un ciclo di tre tele è dedicato all'"Opera da tre soldi" di Bertold Brecht. 
Intorno alla metà degli anni Cinquanta la sua produzione muterà, abbandonando l'arte figurativa a favore di un astrattismo polimaterico, anche a merito dell'incontro dell'artista con le opere di Antoine Pevsner, Naum Gabo e Max Bill, protagonisti dell'arte costruttivista. 
A seguito del servizio militare, nel 1957, Nerone si stabilisce a Torino dove proseguirà i suoi studi sul Bauhaus e i suoi esponenti, in particolar modo su Oskar Schlemmer e Làszlò Moholy-Nagy. In quegli anni lavora nella bottega di Victor Cerrato, ceramista e scultore, ed è lì che Nerone scopre nuove tecniche di lavorazione dei materiali, che in seguito diverranno essenziali per la sua opera. Contemporaneamente lavora nell'agenzia di pubblicità dell'amico Mario Besso in qualità di grafico ed è qui che, nel 1961, incontrerà Cosima Ghidone, ritoccatrice fotografica, che sposerà l'anno seguente e con cui avrà cinque figli. 

Nel 1962 fonda il Gruppo NP2, sigla che comprende le iniziali di Nerone e Giancarlo Patuzzi: insieme ad altri artisti "sperimentano nuove fonti di espressione poetica dai materiali". Nel 1964 Nerone chiama a far parte del Gruppo NP2 il fratello, Piercarlo Ceccarelli, che sino ad allora s'interessava di elaborazione elettronica dei dati ed organizzazione aziendale. L'intento del gruppo è quello di promuovere l’integrazione dell’arte nell’architettura insieme ad altri professionisti, tra i quali Luigi Marchisotti, Dedalo Montali, Lucia Petrocchi, Virgilio Petrocchi, Raoul Portal, Jolanda Novi, Piercarlo Iorio, Evian Medici, Luciano Patetta, Nicoletta Medici, Carlo Mollino, Angelo Cortesi. La maggior parte delle opere di questi anni vengono firmate da Patuzzi e Nerone, ma non sono certo soli: molti sono gli artisti che ruotano intorno al gruppo sempre aperto alla ricerca di nuove frontiere artistiche. I partecipanti sono accomunati dall’idea che non abbia senso un’arte fine a sé stessa. La scultura e la pittura devono interpretare lo spazio e divenire parte integrante della vita quotidiana, così che, all'interno del gruppo, si coltivano e alimentano idee legate alla sociologia dell'abitare e all'urbanistica. Gli artisti, così, si definiscono "scultori sociali". 
Anche la concezione stessa delle opere viene rivoluzionata: non solo l'atelier dell'artista diviene laboratorio-officina interessato al progresso tecnologico e industriale, ma anche il soggetto, che è inevitabilmente ed indissolubilmente legato alla posizione che occupa. Così, nell'officina, nascono nuove sculture per interni ed esterni che raggiungeranno persino altri continenti. 
Le basi del lavoro del Gruppo vengono chiarite in quattro punti: 
"ridimensionamento del valore styling dell'oggetto d'uso per un ritorno a modelli più schietti e duraturi." 
“ritorno ad una utilizzazione massimale dei prodotti così da ottenere oggetti programmati già in partenza per un uso prolungato.” 
“ripresa in alcuni settori del lavoro artigianale.” 
“pianificazione degli ambienti urbani ed extraurbani in maniera da lasciare ampio margine all’autogestione dell’ambiente da parte dell’abitante.” 

Per Nerone l’arte è “una componente naturale della vita, che apre la mente grazie all’intuizione nella ricerca di valori essenziali nuovi e poetici”. Fondamentale per Nerone resta il Gruppo, cioè “una serie di individui con esperienze diversificate che operano in un’unica direzione, gruppo dinamico, perché si struttura secondo le esigenze che si presentano di volta in volta, gruppo proiettato verso l’esterno con i progettisti con i quali collabora ricerca e crea i punti poetici dell’architettura, e gruppo anche con chi usufruisce di questo operare: il mondo, la gente”[6]. L'arte nasce in un rapporto biunivoco con la gente, e non può essere in nessun modo occlusa o individualizzata. 

Nella seconda metà degli Sessanta, Nerone riceve committenze da enti pubblici e privati per diverse opere. Ed è così che inizia ad evolversi anche la sua attività di scultore non legata all'architettura. Artista poliedrico, Ceccarelli utilizza diverse tecniche e materiali. Particolarmente legato al metallo, molte sue opere sono assemblate o fuse. Alle lamiere metalliche spesso è applicata una vernice o effettuata un’affumicatura con acetilene, per creare contrasti; ricava effetti cromatici anche tramite l'utilizzo dell'anilina, materiale che si scurisce a contatto con l'aria. Nerone utilizza molto anche il legno: lo scolpisce con forme astratte e lo tratta a fuoco con l’uso del cannello. Con esso realizza sculture a tutto tondo, talvolta con inserti metallici. A partire dalla metà degli anni Ottanta si registra una importante evoluzione nelle tematiche: la ricerca di armonie e geometrie subordinate all'ambiente lascia spazio ad una maggiore libertà concettuale. 

Nel 1994, a Nerone Ceccarelli viene commissionato un importante lavoro per la Liguria. Si tratta della decorazione dell'Ariston Roof, con la sala stampa, la parte più recente del teatro Ariston. L’opera si compone in una serie di pannelli di alluminio leggero, rame, zinco, argento, applicati sulla parete destra della sala stampa insieme agli altorilievi che decorano le due colonne dell’atrio antistante. Il grande altorilievo segue un andamento orizzontale e, la sua forma irregolare, lascia emergere la superficie del muro sottostante, determinandone un'interruzione senza però romperne l'equilibrio. In quest'opera Ceccarelli riesce ad integrare pittura e scultura, stendendo ampi campi di colore sulle lamine metalliche, creando un'opera armonica ed essenziale. 

giovedì 27 settembre 2012

MARIO ROSSELLO: DAL TOTEM ALL'ALBERO - SALA LIGURIA SPAZIO APERTO, PALAZZO DUCALE GENOVA



MARIO ROSSELLO
DAL TOTEM ALL'ALBERO
a cura di Simona Poggi
Palazzo Ducale, Sala Liguria Spazio Aperto
piazza Matteotti 9 - Genova
dal 28/9 al 28/10/2012 

La mostra costituisce il naturale sviluppo dell'esposizione Mario Rossello. Alberi. Il percorso nella ceramica tenutasi nella Sala Mostre Temporanee della Pinacoteca Civica di Savona lo scorso anno. 
Se l'evento di Savona si proponeva di ripercorrere il tema dell'albero in Mario Rossello, dal punto di vista della ceramica, la mostra "Dal totem all'albero" intende offrire una visione più ampia e articolata del percorso artistico e biografico di Mario Rossello. 
Il tema del rapporto tra natura, arte e vita, in Mario Rossello, si esprime attraverso l'immagine dell'albero, che viene declinato in sempre nuove varianti formali, cromatiche e tecniche e che è una costante iconografica e concettuale nell'opera dell'artista. 

La mostra, a cura di Simona Poggi, è patrocinata da Regione Liguria, Genova Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, Comune di Savona, Comune di Albissola Marina, Comune di Albisola Superiore, è promossa dal Circolo degli Artisti, Fondazione Cento Fiori in collaborazione con Fondazione Regionale per la Cultura e lo Spettacolo, Fondazione Arte Doc Fondazione Museo di Arte Contemporanea Milena Milani in ricordo di Carlo Cardazzo, Ceramiche San Giorgio. È stata realizzata grazie al contributo di Bassoli&Marino Assicuratori in Savona. Il progetto grafico del catalogo e dell'allestimento e i testi critici dell'apparato informativo sono a cura dell'agenzia di comunicazione Punto a Capo Coo'ee. 

Mostra organizzata dal Circolo degli Artisti, dalla Fondazione 100 fiori e dall'Associazione ArteDoc, con il patrocinio del Comune di Albissola Marina 

mercoledì 26 settembre 2012

GUGLIELMO BOZZANO - ACCADEMIA LIGUSTICA, GENOVA



GUGLIELMO BOZZANO
Mostra antologica
a cura di Martina Corgnati
Accademia Ligustica di Belle Arti
Largo Pertini 4 - Genova
dal 27 settembre al 30 novembre 2012 

Si inaugura a Genova il 27 settembre 2012, presso l’ Accademia Ligustica di Belle Arti, la mostra antologica di Guglielmo Bozzano. La mostra, che si svolge sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica, celebra il Maestro in occasione del centenario della sua nascita con una vasta selezione di quadri ad olio, acquerelli, disegni, ceramiche, concernenti l'intero arco produttivo dell’artista. 

Bozzano è artista profondamente radicato nella sua Liguria e ne interpreta il carattere schivo, umile e moralmente severo. Nella sua lunga carriera non cercò mai il consenso commerciale, ma inseguì soltanto la serenità di un animo vasto e inquieto. 
Di raffinata cultura, non solo pittorica ma anche letteraria, nutrita attraverso numerosi viaggi e contatti con i maestri dell’arte e della letteratura nazionale tra cui Montale, Sbarbaro, Caproni, Carrà. 

Guglielmo Bozzano nasce a Varazze nel 1913, insegna presso il Liceo Artistico “Nicolò Barabino” di Genova e viene insignito del titolo di Accademico di Merito dell'Accademia Ligustica di Belle Arti. La sua attività espositiva inizia nel 1941 con mostre personali in Liguria e in Italia. 

Tra i temi ricorrenti nella sua opera emergono il paesaggio e il mare, che è il mare di Varazze, il mare della sua infanzia, con le sue calme assolute e le sue improvvise bufere. 
“Pittore di paesaggio” così lo disegna Martina Corgnati, curatrice della Mostra “ e di un paesaggio in qualche misura sempre addomesticato, noto, familiare. La sproporzione delle vecchie case liguri, troppo alte e apparentemente quasi sbilanciate nella loro modesta larghezza, che sembra insufficiente a sostenerle; i colori vivaci degli intonaci, rosa, gialli, rossi pompeiani, il paesaggio sempre profondamente antropizzato, modellato dalle esigenze dell'uomo non meno che dalle forze geologiche”. 
Bozzano ebbe riconoscimenti da parte di figure importanti del panorama artistico del suo tempo: con acuta intelligenza, Aligi Sassu lo definì “poeta dello sguardo”, così come Lucio Fontana lo presentò nel catalogo d'una mostra personale come “pittore sensibile e talvolta commosso … con le sue passioni e inclinazioni sentimentali vive, ma sempre regolate, ordinate, risolte in stile”. 

Le opere esposte sono tutte di proprietà della Fondazione Bozzano-Giorgis, creata dalla moglie Vanna Giorgis. 
La Fondazione Bozzano-Giorgis ha la struttura di una “Casa-Museo”. La sede è nell’ abitazione del Maestro, dove si trova anche la stanza-studio nella quale svolse la sua intensa attività artistica. Le collezioni d'arte e librarie sono inserite nell'arredamento secondo la disposizione voluta e costruita nel tempo dai coniugi Bozzano. 

martedì 25 settembre 2012

FRANCESCO PIZZIO: IL MINOTAURO NERO - ATENE EDIZIONI 2012

FRANCESCO PIZZIO
IL MINOTAURO NERO
Atene Edizioni, 2012
collana "Antea riflessi letterari" 

Come è fatta una bomba atomica? Dopo la “ declassificazione “dei principali documenti “top secret” del “Progetto Manhattan” di Los Alamos e l'aggiornamento dei testi più avanzati di Fisica, ormai tutte le conoscenze teoriche che stanno alla base della realizzazione di un ordigno nucleare sono diventate di dominio comune (almeno nella ristretta cerchia degli addetti ai lavori): il problema della sua costruzione è legato soltanto all'acquisizione delle specifiche tecnologie operative ,che richiedono , ovviamente , lo sviluppo di processi di trattamento - talvolta remotizzati - di materiali radioattivi ,potenzialmente nocivi per gli operatori. 
In tale delicato contesto - illustrato, con rigore scientifico, a complemento della narrazione – si inserisce la vicenda di Francis, un tecnico nucleare, che viene rapito dai Servizi Segreti di un dittatore “Il Minotauro nero”di un Paese emergente, per collaborare, suo malgrado, alla realizzazione del meccanismo di implosione di una bomba atomica ,all'interno di un laboratorio segreto, protetto da sofisticati sistemi di sicurezza. Il desiderio di libertà, ma , soprattutto, l'etica professionale ed umana spingono il protagonista ad intraprendere la fuga, nonostante i rischi ai limiti dell'incredibile. Purtroppo, non tutto va per il verso giusto; l'impresa si fa drammatica per la perdita di una vita umana: all'avventura rocambolesca del suo viaggio verso la libertà si aggiunge così la non meno traumatica avventura interiore dell'uomo che va alla ricerca di se stesso, dopo lo sconvolgente smarrimento causato da un amaro Destino. 
Per quanto provato, Francis ne esce arricchito dall'esperienza di chi ha dovuto superare, tra l'altro, il dualismo tra una fede incrollabile nella Scienza come puro strumento di progresso per l'Umanità e la tragica constatazione che della Scienza stessa può essere fatto un uso scellerato da parte di “Minotauri neri, “incarnazione del Male, nell'eterno conflitto contro il Bene. 
Il libro può essere visto come la divulgazione scientifica di una minima parte della Fisica del nucleo atomico, all'interno di un racconto di pura fantasia, non privo dei drammi interiori cui va incontro qualsiasi uomo di scienza quando si deve occupare di problemi “dual use”, cioè ad alto rischio di “uso improprio”, come nel caso dell'energia nucleare. 

Francesco Pizzio è nato a Genova, dove ha frequentato il Liceo Classico “C. Colombo”. Si è laureato in Ingegneria Chimica presso l’Università di Genova e successivamente ha conseguito il Dottorato in Ingegneria Nucleare presso l’Università di Bologna con il massimo dei voti. Dopo un breve periodo di attività come Assistente presso la Cattedra di Chimica Applicata della Facoltà di Ingegneria di Genova ed un successivo triennio presso i Laboratori di Ingegneria Sanitaria dell’Istituto Superiore di Sanità a Roma, è stato assunto come vice-direttore dell’Ufficio Tecnico delle Finanze a Bologna. Successivamente è entrato nei ruoli dell’ENEA (ex CNEN), dove ha terminato la sua carriera – a Roma - con la carica di Assistente del direttore Generale. E’ stato altresì Consigliere di Amministrazione dell’ANPA (Agenzia Nazionale per la Protezione Ambientale) a Roma, esperto scientifico presso il Ministero Affari Esteri e Direttore Generale di un Centro Internazionale delle Nazioni Unite ( ICS-Unido) a Trieste. Attualmente è vice-Presidente dell’Accademia Culturale “Torre e Tasso”, con sede a Duino (Trieste). Vive a Sanremo. 


lunedì 24 settembre 2012

IL CALENDARIO CELTICO - MUSEO DELLA LAVANDA, CARPASIO



IL CALENDARIO CELTICO
Alberi tra leggenda e natura
a cura di Domenico Musci
Museo della lavanda
Strada Prati Piani 1 - Carpasio
dall'1 al 30 settembre 2012 

Presso il Museo della lavanda di Carpasio dall'1 al 30 settembre è allestita la mostra “Il calendario celtico: alberi tra leggenda e natura”, curata da Domenico Musci, con disegni di Dino Gambetta e testi di Claudio Porchia. 
Un calendario completo di storia, credenze, origine dei nomi, caratteristiche botaniche, utilizzazione farmaceutica e di medicina popolare. I tredici mesi dell’anno lunare, di ventotto giorni ciascuno, iniziano con la Betulla (Olivo per il calendario greco), il Sorbo, il Frassino, l’Ontano (Corniolo), il Salice, il Biancospino (Pero selvatico), la Quercia, l’Agrifoglio (Leccio), il Nocciolo (Noce), la Vigna, l’Edera, il Tiglio, il Sambuco (Mirto). 
La mostra propone per ogni ogni albero un disegno realizzato da Dino Gambetta accanto ad una scheda informativa. 
La visita della mostra consente di scoprire le peculiarità delle piante e curiosità legate a storie e leggende della tradizione celtica. 

domenica 23 settembre 2012

ENRICO D. BONA AD ALTARE VETRO DESIGN



ENRICO D. BONA AD ALTARE VETRO DESIGN
Museo dell'Arte Vetraria Altarese
Piazza Consolato 4 - Altare
dal 22 settembre al 4 novembre 2012

Dal 22 settembre al 4 novembre va in scena presso il Museo dell'Arte Vetraria Altarese la II edizione di Altare Vetro Design, manifestazione a cura di Mariateresa Chirico che promuove la collaborazione tra designer e maestri vetrai. Quest'anno il protagonista sarà Enrico Bona, architetto e designer, che ha progettato un paralume e un gadget appositamente per Altare Vetro Design, realizzati nella fornace di Villa Rosa da Elena Rosso.
Negli spazi del museo saranno esposti molti altri oggetti in vetro e cristallo progettati dal designer durante la sua carriera.

sabato 22 settembre 2012

LUCIANO BERIO: NUOVE PROSPETTIVE - OLSCHKI 2012

LUCIANO BERIO
NUOVE PROSPETTIVE
a cura di Angela Ida De Benedictis
Olschki, 2012
collana "Chigiana"

Gli interventi introduttivi di Umberto Eco, Giorgio Pestelli, Jean-Jacques Nattiez ed Edoardo Sanguineti sono seguiti da un’ampia sezione di «Studi e contributi», dedicata a singole tematiche relative all’opera di Berio, e da una sezione di «Riflessioni conclusive».
I contributi, nuovi per metodologia di ricerca e prospettiva interpretativa, permettono di riflettere su specifiche problematiche di carattere filologico-analitico ed estetico, nonché sullo stesso concetto di «musica» proprio a uno dei più grandi protagonisti del Novecento. 

venerdì 21 settembre 2012

CONVEGNO SU LAMBOGLIA - SANTUARIO DI SAN PAOLO, AURIGO



NINO LAMBOGLIA
Convegno per il centenario della nascita
Santuario di San Paolo - Aurigo
sabato 22 settembre 2012, ore 10,00

L’Amministrazione Comunale di Aurigo ha organizzato alle 10 di sabato un convegno sul centenario della nascita di Nino Lamboglia, nel santuario di San Paolo, in occasione dell'inaugurazione del portale Restaurato,
Parteciperanno Mons. Giorgio Brancaleoni, Vicario Generale della Diocesi Albenga – Imperia, Cosimo Costa, Presidente dell'Istituto Internazionale Studi Liguri, Francisca Pallares Salvador dell'Università 'La Sapienza' di Roma, Maria Teresa Verda Scajola, assessore alla Cultura, Daniela Gandolfi dell'Istituto Internazionale di Studi Liguri, Franco Boggero, dunzionario della Soprintendenza i Beni Storici Artistici ed Antropologici della Liguria e Maurizio Galletti, Direttore Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Liguria.
 

ANDREA EREMITA: REPERTI DI UNA CIVILTA' INTEMELIA MILLENARIA - BIBLIOTECA APROSIANA, VENTIMIGLIA 22/9/2012